Il Giulio ad Abu Dhabi per l'iniziativa Change the World

Qualcuno sa cosa sia un CWMUN? Immagino di no. Molto brevemente è una simulazione di una seduta di una commissione dell’ONU, in cui i ragazzi rappresentano un Paese straniero assegnato loro e discutono formalmente in lingua inglese di argomenti di attualità trovando soluzioni concrete (sembra strano, ma spesso facciamo meglio dei veri diplomatici). Sembra facile detta così. Ovviamente non lo è. Non è facile per il semplice fatto che è fondamentale lo “stay in character”, ovvero il rispettare le posizioni del Paese che si rappresenta e le reali dinamiche della commissione in cui si lavora. Questo comporta un certo lavoro: è necessario arrivare preparati alla simulazione, scrivere un “position paper” e magari preparare un discorso iniziale. E qui comincia il bello. Durante la simulazione bisogna trovare una soluzione a quella marea di problemi che si trovano (troppi). Altra difficoltà: non si può fare da soli, bisogna creare una coalizione di Stati, rispettando le reali dinamiche della commissione e della politica internazionale attuale. Qui entra in gioco lo stay in character: la Russia non si può coalizzare con gli Stati Uniti e, anzi, al novanta percento metterà il veto sulla resolution avversaria, e viceversa. Durante la simulazione siamo stati molto fortunati: la delegazione degli USA ha fatto poco o niente ed è stata sostituita nel ruolo di leader dalla Polonia (che nel Consiglio di Sicurezza conta poco, non avendo il diritto di veto), quindi abbiamo avuto quasi carta bianca su tutto. Quasi perché, nonostante gli USA praticamente non ci fossero, hanno sempre diritto di veto, e non dobbiamo scordare la presenza del Regno Unito e, parzialmente, della Francia.
La nostra discussione, dobbiamo dire, si è svolta quasi sempre con toni pacati e molto diplomatici, nonostante le fisiologiche avversità tra le delegazioni, e alla fine siamo addirittura arrivati a impedire l’utilizzo del veto durante le votazioni. Noi, personalmente, siamo molto soddisfatti di come abbiamo condotto la simulazione e del fatto che la nostra resolution sia stata approvata dalla commissione. Ah, dimenticavamo. Abbiamo ricevuto una honourable mention. Parola strana, difficile da scrivere, da leggere e da pronunciare. Ancor più difficile per noi che ci siamo trovati a rappresentare la Russia in una commissione, il Security Council, che aveva come argomento il cyber-terrorismo, che sappiamo essere materia invisa ai nostri ‘amici’ slavi. Sinceramente, non ce l’aspettavamo. Noi che abbiamo scritto un position paper l’ultimo giorno disponibile, noi che pensavamo di venir sgretolati dagli USA, noi che pensavamo di non essere adeguati, noi che eravamo alla prima simulazione, e chi più ne ha più ne metta, ma soprattutto, noi che alla fine l’abbiamo spuntata e addirittura ci siamo ritrovati ad avere in pugno le altre superpotenze grazie al nostro diritto di veto. Pensiamo si capisca abbastanza che siamo ancora increduli. Dobbiamo ancora metabolizzare il tutto. Seppure questa sia un’importante vittoria, riteniamo che i vincitori della simulazione non siano chi ottiene riconoscimenti stampati su un foglio di carta: chi vince al CWMUN è chi impara a risolvere i problemi collaborando con chi ha idee diverse dalle proprie, chi impara a dialogare con culture e religioni diverse, chi si mette in gioco cercando di sconfiggere le proprie debolezze e paure. E forse in questo siamo stati tutti vincitori, prima ancora che degni della honourable mention.

Paola Senesi ed i suoi 15 studenti del Giulio Cesare al CWMUN Emirates - Intervista alla DS Paola Senesi su diplomatici.it

Ad Abu Dhabi ambasciatori di domani - Ansa.it

Da CVetrano ad Abu Dhabi, Manuela tra ambasciatori di domani. Non è l’Onu ma gli assomiglia molto. - comparso su www.castelvetranoselinunte.it/